Degustazioni per il palatoTi sei lasciato tentare e vuoi saperne di più sulle delizie che il cuoco sforna ogni giorno?

Continua a leggere se vuoi farti una idea su cosa puoi mangiare di buono ai Piastroni. Di quando in quando, sbirciando in cucina, puoi trovare una ricetta da poter provare a casa oppure, quando il cuoco non ci vede, imparare qualche piccolo trucco o capire uno dei suoi segreti di cucina.

Cosa si mangia di buono alla Bottega dei Piastroni?

Il menù dei Piastroni cambia ogni giorno, in base alla stagione, a cosa offre il territorio o all’umore del cuoco.
La cura e la pazienza che era solita mettere la mamma o la nonna nella sua cucina sono alla base di ogni nostro piatto. E proprio alle mamme e alle nonne dobbiamo l’aver compreso una lezione fondamentale: mangiare è soprattutto un piacere.
Scommetto che adesso sei curioso di sapere cosa potresti trovare nel tuo piatto. Eccoti accontentato…

Gli antipastini d'attesa - Durante il Rinascimento gli antipasti si chiamavano "servizi di credenza". Più tardi, quando cambio la struttura dei banchetti, si cominciò a chiamarli "princìpi". Princìpio era sicuramente un bel nome che non ha però resistito all'usura del tempo. Sull'onda del francese "hors d'oevre" si chiamano ormai anche da noi Antipasti. In Toscana, nei pranzi più importanti e nei giorni di festa, l'antipasto c'è sempre stato. Per omaggiare l'importanza di questa importante fase del desinare, non appena ti sei accomodato ai Piastroni, potrai gustare i nostri antipastini d'attesa, che ti aiuteranno a leggere il menù con calma e con lo stomaco che non brontola.

Zuppa di cipolle "alla nostra maniera" - Antenata della più rinomata soupe d’oignons francese, pare che la zuppa di cipolle sia un piatto già noto in toscana in epoca medievale, importata poi a Parigi da Caterina de’ Medici. La speciale preparazione delle cipolle lo rende un piatto gustoso ma leggero

Pasta artigianale della Bottega - Spesso nel nostro menù troverai scritto "tagliatelle della Bottega", o "Mezze maniche della Bottega". Abbiamo selezionato (dopo aver assaggiato varie volte...più per gola che altro) una linea di pasta artigianale aromatizzata in vario modo, marchiata e certificata dai bottegai dei Piastroni. Tagliatelle ai semi di papavero, allo zafferano,tagliolini alle castagne o al farro, spugnole al peperoncino...tutti gusti che si accompagnano alla perfezione ai nostri sughi.

Ragù di Chianina - La Chianina deve il suo nome alla Val di Chiana uno dei luoghi di origine di questo bovino. Razza di antiche origini, conosciuta da più di 2000 anni, citata da Plinio il vecchio come da altri autori latini. Le sue caratteristiche fisiche di questa razza bovina, la scarsa presenza di grasso sottocutaneo e di infiltrazione rendono la carne magra, di ottima qualità per sapore e tenerezza. Ecco perchè il ragù di Chianina è l’ideale compagno di pasta fatta in casa come i tagliolini all’uovo ed i tordelli.

Pappa al pomodoro - La Pappa è un piatto povero della tradizione contadina toscana. Pane casalingo raffermo, rigorosamente non salato, pomodoro, aglio basilico e olio toscano. Il pane “sciocco” e l’olio toscano sono i veri segreti di una buona Pappa al Pomodoro. Questo piatto deve la sua popolarità fuori dalla Toscana dopo essere stato al centro di una celebre pagina de “Il giornalino di Gian Burrasca”, dello scrittore fiorentino Vamba.

Cinta senese - Razza suina allevata allo stato semibrado nei territori del senese, fiorentino e grossetano, facile da riconoscere per caratteristica banda chiara intorno al collo (la cinta appunto) che si differenzia dal resto del corpo di colore scuro. La sua carne è considerata di qualità eccellente, poco grassa e molto saporita. Come si gusta la Cinta ai Piastroni? Due esempi sono il Capocollo di Cinta oppure le polpette di Cinta alla mentuccia e pomodorini.

Il Piatto della Bottega – Uno dei piatti che troverai sempre ai Piastroni, anche se in diverse varianti. 4 sono i segreti del Piatto della Bottega: i salumi di Camaiore (salame toscano, finocchiona, prosciutto in Bigoncia…), i formaggi del pastore (mucca, pecorino al pepe, alle noci, all’erba cipollina…) il miele (di spiaggia, millefiori cristallizzato, al timo, all’arancia amara, ai fichi…) e le marmellate (d’arance, di liquirizia, di fragole al pepe…). L’ideale per riassumere in un piatto lo spirito della Bottega dei Piastroni, ottimo anche come aperitivo con un bicchiere di buon vino o come merenda.

 

Non sei ancora sazio?! Allora i dolci della casa riusciranno sicuramente a tentarti…

Il nostro cuoco si “ostina” a voler preparare ogni dolce secondo tradizione, fantasia e soprattutto passione. Ad ogni ora profumi di farina, burro, uova, cannella e frutta fresca si levano dalla cucina preannunciando delizie di ogni genere… pasta frolla tirata a mano, semifreddi casalinghi, torta di mele, crostata di pesche con composta di albicocca, la torta cioccolata e pere, la crema catalana “al ferro”, la meringata…

Dai una occhiata al menù del giorno per vedere cosa proponiamo oggi.

Sbirciando in cucina…

il cuoco si è distratto un attimo... vediamo cosa possiamo trovare nei suoi appunti in cucina...

Storia della panzanella toscana.

Molte dispute circondano questo piatto tipico della cucina toscana. Molti attribuscono la sua nascita all'usanza contadina di bagnare il pane vecchio e secco (anticamente il pane si faceva una volta a settimana) e di mescolarlo con le verdure di stagione che si trovavano nell'orto. Una seconda scuola di pensiero sostiene invece che sia un piatto nato a bordo delle navi: i pescatori si portavano a bordo il pane duro, qualche pomodoro e il tutto veniva bagnato con acqua di mare.
Il nome stesso è al centro di diatribe: chi sostiene che derivi da "pane" e "zanella" (conchino, piatto fondo, zuppiera), mentre per altri deriva dal termine "panzana", che in origine voleva dire pappa.